Il Blog di Tata Comis

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L'importanza del gioco di ruolo

“La conoscenza è limitata mentre l’immaginazione abbraccia tutto il mondo”

(Albert Einstein)

“Fare finta di…”

Il gioco di ruolo rappresenta questo, consiste nell’immedesimarsi in ruoli diversi dai propri.

Al gioco di ruolo spesso non viene attribuita la dovuta importanza, anche se, in realtà, è un’attività ricca, che permette al bambino di raggiungere diversi traguardi:

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QUIET BOOK: che cosa sono e perchè ogni bambino dovrebbe averne uno

I quiet book sono dei libri realizzati a mano utilizzando stoffa o materiali di riciclo, come ad esempio panno lenci, lana, pizzi, lacci, fibbie, bottoni, stoffe sensoriali, se ne trovano alcuni anche in commercio ma con prezzi abbastanza elevati, l’ideale sarebbe poterli creare in cotone, in modo che risultino facili da lavare. Sono composti da più pagine soffici che racchiudono immagini, giochi e attività manuali e sensoriali adeguate all’età del bambino a cui sono rivolti.

Nel tempo sono stati chiamati in diversi modi: “Busy book”, “Libri tattili/sensoriali interattivi” ma la traduzione letterale sarebbe “Libri della calma” o “Libri che tengono impegnati”, sottolineando come si tratti a tutti gli effetti di giochi didattici.

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Le regressioni sane nei bambini

C'è una frase che la responsabile di alcuni dei nostri asili nido ripete spesso e che io adoro:

"I bambini per andare avanti...devono poter tornare indietro!".

E’ proprio da questo punto che voglio partire, proponendovi una serie di considerazioni e riflessioni.

Come operatori socio – educativi o, in altre parole, come maestri, spesso sentiamo frasi come: "Era così bravo senza pannolino e invece adesso fa pipì nei pantaloni! Perché?" oppure "Aveva imparato ad usare le posate, ora mangia tutto con le mani o vuole essere imboccata. Perché?" e avvertiamo negli occhi e nella voce di questi genitori molta preoccupazione. In realtà ciò che si è conquistato resta e l'impegno dei genitori e del bambino stesso non sono vanificati.

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L'educazione psicomotoria e le emozioni

L’educazione psicomotoria può essere definita un’attività concreta, motoria, fondata sul gioco spontaneo e sull’espressività dei bambini, i quali possono vivere e sperimentare in prima persona azioni e relazioni. C’è molta differenza tra l’educazione fisica, in cui l’obiettivo principale è il rafforzamento di alcune capacità tramite la ripetizione e l’esercizio, e la psicomotricità, nella quale l’obiettivo è lo sviluppo di una coscienza del sé corporeo che prevede la scoperta, prima ancora dell’esercizio, delle proprie abilità.

Quando si parla di educazione psicomotoria, occorre tenere presenti tre livelli di sviluppo: motorio, intellettuale/simbolico e psicologico/relazionale.

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Musica: un viaggio che inizia con la vita

“Non si deve insegnare musica ai bambini per farli diventare grandi musicisti, ma perché imparino ad ascoltare e, di conseguenza, ad essere ascoltati.”

(Claudio Abbado)

Perché parliamo di musica come un viaggio che inizia con la vita? Perché la prima importante “partitura” con la quale qualsiasi essere umano entra in contatto è l’intimissimo dialogo con la madre, che inizia molto prima della nascita: suoni “interni” quali il battito cardiaco, la voce materna, il flusso sanguigno, il respiro, e suoni “esterni” percepiti attraverso le vibrazioni trasmesse dal liquido amniotico. Tutti, inconsciamente, entriamo in contatto con i suoni e con la musica che essi producono sin dalla vita prenatale.

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Qualità

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