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L'educazione psicomotoria e le emozioni

L’educazione psicomotoria può essere definita un’attività concreta, motoria, fondata sul gioco spontaneo e sull’espressività dei bambini, i quali possono vivere e sperimentare in prima persona azioni e relazioni. C’è molta differenza tra l’educazione fisica, in cui l’obiettivo principale è il rafforzamento di alcune capacità tramite la ripetizione e l’esercizio, e la psicomotricità, nella quale l’obiettivo è lo sviluppo di una coscienza del sé corporeo che prevede la scoperta, prima ancora dell’esercizio, delle proprie abilità.

Quando si parla di educazione psicomotoria, occorre tenere presenti tre livelli di sviluppo: motorio, intellettuale/simbolico e psicologico/relazionale.

psicomotricità infantileA livello motorio, l’attività è finalizzata allo sviluppo delle diverse capacità corporee, quali coscienza di sé, equilibrio, coordinazione, costruzione del movimento nello spazio, rapporto con gli oggetti esterni. A livello intellettuale/simbolico, il gioco del “far finta di” aiuta i bambini a migliorare la qualità del pensiero. Infine, a livello psicologico/relazionale, l’intento specifico è accrescere l’autonomia, la fiducia in sé, la coscienza delle proprie possibilità, il rapporto con il gruppo di riferimento, il bisogno di comunicare.

Il principio cruciale affermato dalla pratica psicomotoria è il rispetto, attraverso cui educare o rieducare la personalità globale del bambino, intesa come stretta unione tra la struttura somatica, affettiva e cognitiva. La psicomotricità rappresenta anche un grande momento di socializzazione, controllo e auto controllo del proprio corpo, di ascolto e di confronto, tramite un fondamentale interscambio tra le esperienze proprie, del gruppo di bambini e del conduttore dell’attività psicomotoria

Un percorso psicomotorio prevede l’alternarsi del gioco sensomotorio e del gioco simbolico. Il gioco sensomotorio corrisponde al piacere di muoversi, lasciar cadere, toccare, far rumore, esplorare con la bocca e con i sensi, spostare gli oggetti; tutte queste azioni contribuiscono a strutturare un profondo rapporto con l’esterno. Nel gioco sensomotorio il bambino, attraverso il movimento, racconta di sé: corre, si dondola, salta, sperimenta l’equilibrio e il disequilibrio, si rotola al suolo, si arrampica, lancia un oggetto, rincorre gli amici. Attraverso queste attività impara a conoscere se stesso ed i propri limiti, ad affrontare le paure che lo coinvolgono. Al termine dell’attività motoria, è invece possibile lasciare spazio al gioco simbolico, momento in cui il bambino racconta di sé, delle proprie paure e desideri, attraverso i propri vissuti; in tal modo i bambini si avvicinano al mondo degli adulti, provano a capirne i rapporti che ne regolano il funzionamento, seguendo naturalmente il proprio modo di interpretare le cose.

psicomotricità infantileLa psicomotricità, inoltre, permette al bambino di esprimere, tramite il proprio corpo, il suo linguaggio interiore, le proprie emozioni. Attraverso tali attività, il bambino è messo nelle condizioni di mostrare il proprio universo emotivo interiore più agevolmente, rafforzando la consapevolezza di sé e rinforzando la propria personalità. Durante l’attività psicomotoria è possibile far emergere nel bambino le emozioni che quotidianamente vive: rabbia, paura, tristezza e felicità. Sperimentare queste emozioni e la loro mutevolezza in un contesto protetto permette al bambino di conoscerle, identificarle come qualcosa di naturale e imparare ad accettarle e gestirle.

La rabbia è una delle emozioni più difficili da gestire poiché contiene una grande carica “esplosiva”; è importante rendere consapevole il bambino del fatto che si tratta di un sentimento naturale che può manifestarsi in chiunque poiché la presa di coscienza di ciò ridimensiona l’intensità di questa emozione. Il percorso psicomotorio aiuterà il bambino ad imparare a gestire la propria rabbia, senza diventarne succube; tale obiettivo rappresenta sicuramente un fattore molto importante. La paura e la tristezza, seppur emozioni molto diverse tra loro, vanno gestite di pari passo all’interno del contesto psicomotorio. I bambini hanno paura di molte cose poiché hanno una fervida immaginazione; i motivi che portano un bambino ad essere triste possono essere molteplici, ad esempio una malattia, un litigio in famiglia o con un amichetto. Parlare con i piccoli delle sensazioni legate alle paure li aiuterà a sentirsi apprezzati e a non vergognarsi delle proprie debolezze; al tempo stesso, spiegare loro che la tristezza è un’emozione che scompare quando riusciamo a capirla, affrontarla e accettarla, li aiuterà a viverla al meglio. La felicità è sicuramente l’emozione più positiva; un bimbo felice ha una grande capacità di ridere, giocare e divertirsi con le cose più semplici: delle foglie secchie, una palla, correre con i propri coetanei. I bambini felici possiedono la fiducia in se stessi necessaria per affrontare le difficoltà che incontrano nella loro crescita.

Riprodurre in ambiente domestico attività prettamente psicomotorie potrebbe essere difficile, tuttavia esistono tante tipologie di gioco che bambini e genitori possono mettere in atto insieme per monitorare e gestire le emozioni sperimentate. Una prima attività si concretizza nella realizzazione del proprio personalissimo pannello “Oggi mi sento…”; a tal fine è necessario munirsi di un cartoncino, sul quale disegnare quattro smiles, uno per ogni emozione precedentemente nominata. In vari momenti della giornata, il genitore o chi si prende cura del bambino, può chiedergli come si sente, facendolo ragionare sull’emozione che sta provando in quel determinato momento, per poi posizionare una molletta in uno dei riquadri sopracitati. Questa semplice ma importante attività permetterà al bimbo di capire che le emozioni sono mutevoli, ognuna è importante quanto le altre ed in quanto tali vanno vissute appieno.

Infine un’altra attività che mi sento di suggerire, stavolta al fine di aiutare i bambini a contenere la rabbia, specie se appare esplosiva, è la realizzazione del “Vaso della calma” (tratto dal metodo Montessori). Realizzare un barattolo della calma è molto semplice, è sufficiente procurarsi un barattolo trasparente con un coperchio, versarvi dell’acqua calda e della colla glitter, mescolando bene in modo tale che i glitter si sciolgano e si disperdano nell’acqua; è possibile poi aggiungere dei brillantini e una goccia di colorante alimentare. Infine, avvitiamo bene il coperchio, utilizzando anche della colla a caldo se ne abbiamo a disposizione. Il barattolo della calma è utile in quelle situazioni in cui il bambino si sente arrabbiato o un po’ stressato e ha la necessità di avere a disposizione un po’ di tempo per rasserenarsi. Infatti, così facendo, l’attenzione del bambino per qualche minuto sarà catturata dal barattolo ed in particolare dai brillantini che lentamente ricadono sul fondo; ciò gli permetterà di riorientare l’attenzione sul momento presente.

In conclusione di questo breve articolo, mi sembra opportuno riportare la seguente citazione che condivido pienamente:

“L’unica buona educazione è quella che permette alle emozioni di essere libere.”[1]

 

[1] (Alexander Neill)
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